lunedì 23 marzo 2009

soprattutto

sento. drappato e poi appiattisco lentmente gli storiolli del sibilo, poi involvo nell'attimo di una rete al terzo piano, e esisto, accomodato piano, lussato, appena arruffato. aggrippato nel cercare a tentoni disegni e circoli, spirali d’afflato numerevoli e scudisciate di cucchiai incremati, invernati. sono nell’eremo di me stessa avviata, pinzata, stesa di velocità e paracaduti, nel secondo viottolo a destra, diontro, ancora più dietro, ma sono, io sono e della sensazione di ineluttabile pienezza e vessata, annientata, assaporata d’anima pelosa e carica di sanguinacci e fluidi bruni sopra i tetti di marzo. di notte.
nel secolo dopo.
illanguidisco

mercoledì 11 marzo 2009

Sdilinquito (Ad libitum)

caldo, svenevole, languido, umido quasi.... poi però perfino vittima... vittima carezzato tra i fumi, le barbe, orgoglioso di queste piccole violenze, vittima inconsapevole di carezze languide, tra la pelle e i muri e le lingue. infastidio e carezzato, ma infastidito.
ma non c'entri, non vuoi, carezzevole. ma umidastro negli occhi e nella bocca, ti incurvi appena, accompagni i movimenti, ti sdilinqui e chiedi ancora.
mentre goccioli e ti rivesti di finta noncuranza.

lunedì 2 marzo 2009

Vizietto Orfico (o del respicere)

Quello che conta è l’emozione dell’assenza: dare un nome all’eterno vuoto
interno misurandosi a colmarlo con parole...
E aver piegato l’Ade con il
canto


Fiorenza Mormile

sabato 21 febbraio 2009

io polipo tu seppia...

"e c'è un grillo che nascondo
ogni tanto esce e dice che chissà
chissà se
anche lei è pura fino in fondo...

in questo gioco di pensieri sporchi sopra a un
letto prima di abbracciarti mi connetto più vicino a te"

mercoledì 18 febbraio 2009

-----automatica-----

Ecco che la mattina mi si fa davanti la macchina e poi la strada e lascio indietro il tepore abbarbicato nel chiedermi il colore di un semaforo bofonchiando passi d'uomo, trangugiando sigarette e brina, e automatica, autopsicografa, solo leggera pressione di tasti. Ecco che la mattina mi si fa davanti solo il tremolio del cielo, ora nube, ora, a volte, solo sole. E tintin di chiavi e frugare in borsa e nell'altro chè del senso non ne ho ragione, nè idea alcuna.

martedì 27 gennaio 2009

ho passeggiato per minuti

E poi ci sei tu che cambi le ultime righe per tenerti qualcosa per te, o pensare di farlo. E Lì a volte, lo so, sembra infantile e inutile, lì io mi perdo e mi fermo, torno indietro, magari mi siedo e con una mano sulla bocca farfuglio e sgrano rosari di panico e indulgenze, ho paura della strada. Lì io, mia assoluta mancanza, non capisco mai il motivo. Che magari c’è ed è giusto, ma io non so dove cercarlo. Perché sottrarsi?

L’unica cosa che combatto è questa oscena voglia cattiva, per il resto ondeggio nella mia pochezza.
e sono piccola
e non so scriverlo

lunedì 29 dicembre 2008

Dal taccuino telematico, appunti di giorni fa

Lui aveva una vita in più di me, ma la mia mezza vita a lui bastava. Di lui a me non bastava la sua, volevo quella delle persone che amava. Stava tutto qui il gioco, lui si abbacinava di essere un humbert humbert calloso, affaticato e morigerato, io bevevo i suoi lineamenti, cancellavo i colori e trasferivo le intimità emotive e intellettuali. Attorno si sprigionava quell’erotismo inespresso e intenso, fatto di odore e suono, poche immagini e lentezza dello scambio.
Anita tornò ad essere Rachele ad un certo punto, un momento, preciso e perfetto come al risuonare di un gong.
Lui, l'apostolo, avvicinò il mio mondo sulla via di damasco.
Ora, mi chiedevo, come avesse fatto, prima, non ora, prima, a non accorgersi di quella presenza continua costante vicina, incistata.
fu nell'attimo di distrazione, chè il Panda correva per il cortile distrubuendo i suoi soliti volantini di incitamento alla disubbidienza, che scappò per il lungomare, troppo tardi per il solito percorso a comoda distanza: dovetti senza pensarci troppo prendere la stradina parallela che ad un certo punto si sarebbe congiunta al corso principale, in fretta, di corsa, senza senso.